ISOLE LOYAUTE'- OUVEA

Refola
Alessandro Nodari
Fri 2 Oct 2015 08:35

20:43.11S 166:25.20E

Martedì 29 settembre, alle 7.25, salpiamo da baia de Gaatcha: abbiamo 44 miglia da percorrere e purtroppo solo 5 nodi di apparente in poppa; diamo motore a basso regime con genoa e mezzana aperte.

Verso le 13 calo la traina, in modo da pulire l'eventuale pescato all'arrivo senza che rimanga troppo tempo al sole in coperta; non passa molto tempo prima che il sibilo del cicalino ci avverta della presa. È un bel dorado, lo vediamo in lontananza fare alcuni salti fuori dall'acqua e poi liberarsi. Riprovo e, dopo un po', un'altra presa: questa volta dopo i salti il pesce rimane attaccato, riduco la velocità e comincio a recuperare, si fa una gran fatica a girare la manovella del mulinello, ma piano piano riesco a portarlo a 10 metri dalla barca. È un altro grosso dorado lungo più di un metro, con dei bellissimi colori dal blu al giallo, Lilli prepara il raffio  ma ancora una volta,  mentre già pregusto di avercela fatta, il pesce fa un guizzo e si libera, peccato!

Verso le 15 arriviamo ad Ouvea, entriamo a SW dell'atollo, Passe de Coetlogon, segnalata con due beacon verdi a dritta ed uno rosso a sinistra.

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Ancoriamo nella baia de Mouly, il primo villaggio sul lato sud della laguna, davanti alla chiesa, su un fondale sabbioso di 6-7 metri (20°43.111'S 166°25.207'E).

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Acque calme e limpide, una lunghissima spiaggia bianca che si estende a perdita d'occhio, sembra di essere tornati alle Tuamotu.

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Il giorno seguente scendiamo a terra col dinghy e secondo le usanze delle isole Loyauté ci presentiamo dal Chief con “le manou”, un piccolo omaggio consistente in un pareo acquistato a Noumea, al quale abbiamo aggiunto 1000 CFP (circa 8 euro).

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Il Chief ci ringrazia, ci dà il benvenuto ed il permesso di girare liberamente. Ci consiglia di visitare le falesie, anzi invita la figlia che si sta recando da quelle parti a darci un passaggio con l'auto.

Ouvea è una stretta striscia di terra a forma di C rovescia, che racchiude una grande laguna aperta ad ovest; ci sono tre villaggi nell'isola, Mouly e Fayaouè nella metà sud e Saint Joseph nella parte nord.

Con la macchina dei nostri gentili ospiti percorriamo circa 6 dei 30 km dell'unica strada che collega i centri abitati, arrivando fino alla stupenda laguna interna di Lekiny, collegata con un ponte da cui si domina una vista spettacolare sull'isoletta di Fayawa.

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Proprio sulla laguna di Lekiny la figlia del Chief gestisce uno snack, con annesso camping; non ci sono clienti, ma ci offre la possibilità di mangiare, 1500 CFP per un piatto di riso , pesce e verdure, 2000 CFP per il crab, grosso granchio di barriera (circa 13 e 17€ rispettivamente). La vista alle falesie invece si fa in gommone, accompagnati da una guida (2000 CFP per persona), che va  contattata telefonicamente per organizzare  l'appuntamento.

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Decidiamo, per il momento, di gustarci il pesce ed il crab (buonissimo), mentre per l'escursione prendiamo nota del numero di telefono riservandoci di pensarci, a seconda del tempo che passeremo ad Ouvea.

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Nel pomeriggio dopo essere rientrati in barca in autostop, scarichiamo le previsioni meteo per i prossimi giorni: una perturbazione che passerà a sud della Nuova Caledonia, da sabato 3 ottobre, rinforza gli alisei fino a 35 nodi, che caleranno martedì a 25 nodi ... siamo un po' indecisi se restare ad Ouvea fino a martedì o partire prima dell'arrivo del ventone.

Il nostro spirito prudente e conservativo ci fa scegliere la seconda alternativa: percorreremo le 50 miglia che ci separano dalla costa est di Grande Terre con mare meno formato e guadagneremo strada verso il ritorno a Noumea, lungo la quale ci aspettano delle belle sbolinate con il vento rinforzato di SE.

A questo punto, presa la decisione di partire il 2 ottobre, l'escursione alle falesie salta. Il primo ottobre al mattino ci spostiamo con la barca di 7 miglia, a Fayaouè, che è anche il villaggio principale dell'isola. Ancoriamo in prossimità della grande antenna delle telecomunicazioni vicino alla posta, di fronte allo scivolo in cemento per l'alaggio delle imbarcazioni, su un fondale sabbioso di 4-5 metri (20°39.073'S 166°31.837'E).

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Facciamo un po' di spesa al supermercato, una passeggiata sulla spiaggia dalla sabbia bianca e fine come la farina, e prima del tramonto rientriamo al nostro primo ancoraggio alla baia de Mouly.

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Domani lasceremo Ouvea. È un peccato perché in altre condizioni l'arcipelago delle Loyauté  avrebbe meritato una visita più prolungata: oltre all'escursione alle falesie, la parte nord di Ouvea con il villaggio di Saint-Joseph, l'ilot Deguala e 20 miglia più nord ancora il piccolo atollo delle Ile Bautemps-Beauprè. Ma sono tutti ancoraggi da bel tempo, purtroppo, e come sappiamo per chi va per mare a comandare sono le condizioni meteo … ci torneremo?

Alessandro

 

 




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