A Hyeres, ancora lavori a bordo

Refola
Alessandro Nodari
Mon 30 Jul 2012 17:59
43:04.46N 6:09.31E
Alle 10.30 di domenica 29 luglio molliamo gli ormeggi e imbocchiamo il
canale di uscita, lungo e ben segnalato, che dal marina di Port Napoleon
sbocca in mare nel golfo di Fos. Verso la fine del canale ci sono a dritta
numerosi segnali che indicano i bassi fondali attigui; ci siamo passati
già tre volte, ma teniamo gli occhi ben aperti. A un certo punto qualcosa
di strano attira la nostra attenzione: sporgono dall’acqua due alberi con
un genova lacero … una barca quindi, un ketch come il nostro, era andato a
morire in queste acque basse … un brivido nella schiena e un senso di
pena, come si trattasse di un animale ferito.
Appena in mare, superato il turbamento, issiamo le vele e filiamo sospinti
da 15-20 nodi di vento da W. Alle 15,30, dopo essere stati ancora una
volta incantati dalle Calanques di Marsiglia ci fermiamo a Port Miou, al
riparo dall’onda e dal vento, per concederci un pomeriggio di meritato
riposo.
Ripartiamo di buon’ora la mattina dopo, con un bel vento da WNW sui 20-25
nodi, e alle 13.30 siamo davanti al marina di Hyeres, trafficatissimo e
graffiato da un vento teso, con raffiche a 25-30 nodi.
I ragazzetti del marina (non ben addestrati, che invece di risponderti al
VHF si sbracciano urlando al vento dal nuovo pontile di ‘accoglienza’) ci
gridano che non c’è posto; piuttosto contrariati da questi modi davvero
poco marinareschi, ci mettiamo all’ancora appena fuori dal porto. Verso
sera fissiamo l’appuntamento con il meccanico e la capitaneria del marina
ci rimedia un posto per 3 giorni (80 €/notte).
Il meccanico, bravo e onesto (Denis Guir Tel 0614149118) ci fa un lavoro
egregio: cambio olio e filtri, pulizia dei condotti dell’acqua del motore
e del generatore, tensione delle cinghie, registrazione valvole e
controllo iniettori.
nella foto: il ketch affondato nel canale di Port Napoleon

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